Fattura elettronica per forfettari: la procedura dell'Agenzia delle Entrate passo per passo

Come emettere la fattura elettronica da forfettario con gli strumenti gratuiti dell'Agenzia delle Entrate: accesso al portale Fatture e Corrispettivi, compilazione, codice destinatario o PEC, invio al SdI, termini di emissione e conservazione.

La fattura elettronica dei forfettari con l'Agenzia delle Entrate è gratuita: ecco la procedura, passo per passo.

Accesso a Fatture e Corrispettivi, compilazione, codice destinatario o PEC, invio al Sistema di Interscambio e conservazione ad adesione, con i punti dove ci si ferma la prima volta.

Come si fa la fattura elettronica da forfettario con l'Agenzia delle Entrate?

La fattura elettronica dei forfettari con l'Agenzia delle Entrate si emette in cinque passaggi: si accede al portale Fatture e Corrispettivi con l'identità digitale, si controllano i propri dati precompilati, si compilano cliente e righe della fattura, si verifica l'anteprima e si invia al Sistema di Interscambio. Gli strumenti sono tre, tutti gratuiti: la procedura web, un software per PC utilizzabile anche offline e l'app FatturAE per smartphone e tablet. La stessa Agenzia li descrive come rivolti soprattutto a chi emette un numero contenuto di fatture: per pochi documenti al mese sono la scelta giusta.

In sintesi

  • Tre strumenti gratuiti dell'Agenzia delle Entrate: procedura web su Fatture e Corrispettivi, software per PC, app FatturAE.
  • Si accede con SPID, CNS o credenziali dell'Agenzia; i dati del cedente arrivano precompilati dall'Anagrafe Tributaria.
  • Se il cliente non ha un codice destinatario si inserisce 0000000, con la PEC oppure consegnando copia della fattura.
  • La fattura immediata va trasmessa al SdI entro 12 giorni dall'operazione (art. 21, comma 4, DPR 633/1972).

Che cosa serve prima di cominciare?

Quattro cose, e conviene prepararle prima di aprire il portale: metà dei blocchi alla prima fattura nasce da un dato del cliente che manca.

  • L'identità digitale

    SPID, CNS o credenziali dell'Agenzia: il portale Fatture e Corrispettivi è un'area riservata personale.

  • I tuoi dati

    La sezione «I miei dati» arriva precompilata dall'Anagrafe Tributaria: alla prima fattura va solo controllata. La partita IVA non è modificabile.

  • I dati del cliente

    Partita IVA o codice fiscale corretti: se l'identificativo non esiste in Anagrafe Tributaria, il SdI scarta la fattura. La rubrica salva i clienti per le volte successive.

  • Codice destinatario o PEC

    Il codice a 7 cifre comunicato dal cliente; in alternativa 0000000 con la sua PEC, oppure 0000000 e copia della fattura consegnata al cliente.

Quali sono i passaggi sul portale Fatture e Corrispettivi?

01

Accedi al portale

Fatture e Corrispettivi

Entra con SPID, CNS o credenziali dell'Agenzia e apri la sezione della fatturazione elettronica.

02

Controlla «I miei dati»

Solo la prima volta

I dati del cedente sono precompilati dall'Anagrafe Tributaria: verifica indirizzo e regime, la partita IVA non si tocca.

03

Compila cliente e righe

Sezione Beni e servizi

Tipo documento, numero e data; poi le righe con descrizione, quantità e importi. Una fattura può contenere più righe, anche con trattamenti diversi.

04

Verifica i dati

L'anteprima non è il file

La procedura mostra l'anteprima in PDF e permette di salvare il file: quello che parte verso il SdI è però l'XML, ed è quello che fa fede.

05

Invia al SdI

IdSdI ed esiti

Al momento dell'invio il Sistema di Interscambio assegna alla fattura un identificativo univoco (IdSdI); gli esiti si consultano nel portale.

Sui tempi: la fattura immediata va trasmessa al SdI entro 12 giorni dalla data dell'operazione, quella differita entro il giorno 15 del mese successivo (art. 21, comma 4, DPR 633/1972). Questi strumenti, però, ragionano a documento: quando la fattura è il riepilogo di un mese di lavoro su più clienti, la compilazione manuale diventa il collo di bottiglia, ed è il punto in cui conviene OreFattura, che compone la bozza da cliente e periodo con lavoro, canoni e rinnovi già dentro.

La prima fattura: i tre punti dove ci si ferma

Il codice destinatario

Se il cliente non te lo comunica, non è un errore tuo: inserisci 0000000 e la sua PEC. Se è un consumatore finale, 0000000 e gli consegni una copia della fattura, informatica o cartacea.

Il bollo da 2 euro

Le fatture dei forfettari sopra i 77,47 euro scontano l'imposta di bollo da 2 euro: va dichiarata nel documento, ed è il dettaglio più dimenticato alla prima emissione. Qui trovi quando si applica il bollo e come si versa.

Dopo l'invio

Il SdI assegna l'IdSdI e comunica l'esito: consegnata, oppure mancata consegna se il canale del cliente non risponde. La fattura resta comunque emessa; il cliente la trova nella sua area riservata.

Quali errori evitare alla prima fattura elettronica?

Se la partita IVA o il codice fiscale non esistono in Anagrafe Tributaria, il SdI scarta la fattura. È il motivo per cui i dati del cliente vanno chiesti per iscritto prima di emettere, non ricopiati da un vecchio preventivo.

La fattura immediata va trasmessa al SdI entro 12 giorni dalla data dell'operazione (art. 21, comma 4, DPR 633/1972). Chi fattura a fine mese per lavori continuativi valuti con il proprio consulente la fattura differita, che si trasmette entro il 15 del mese successivo.

Con il codice 0000000 verso un privato, la fattura arriva nell'area riservata del cliente, che spesso non la guarderà mai: la copia informatica o cartacea va consegnata da te. È un obbligo, non una cortesia.

La conservazione a norma dell'Agenzia è gratuita ma ad adesione: va attivata nel portale Fatture e Corrispettivi. Senza adesione, trasmettere non basta.

Cosa fare adesso

  • Chiedi per iscritto ai tuoi clienti partita IVA o codice fiscale e codice destinatario (o PEC): è il dato che sblocca tutto il resto.
  • Accedi una prima volta a Fatture e Corrispettivi, controlla «I miei dati» e attiva l'adesione alla conservazione.
  • Prepara la prima fattura con calma dentro i 12 giorni: la seconda richiederà la metà del tempo, con i clienti già in rubrica.

Domande frequenti sulla procedura dell'Agenzia delle Entrate

Niente: la procedura web, il software per PC e l'app FatturAE sono gratuiti, e lo è anche il servizio di conservazione, previa adesione nel portale Fatture e Corrispettivi. L'unico requisito è un'identità digitale: SPID, CNS o credenziali dell'Agenzia.

Il gratuito però non basta sempre: quando il software di fatturazione gratis è sufficiente e quando no.

La fattura immediata va trasmessa al Sistema di Interscambio entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell'operazione, come previsto dall'art. 21, comma 4, del DPR 633/1972. La fattura differita, per operazioni documentate dello stesso mese, si trasmette entro il giorno 15 del mese successivo.

Si inserisce il codice convenzionale 0000000. Se il cliente ha una PEC, si valorizza il campo PEC Destinatario; se è un consumatore finale, la fattura va comunque trasmessa al SdI e al cliente si consegna una copia informatica o cartacea.

Sì: la procedura web dell'Agenzia delle Entrate permette di salvare i dati del cessionario in una rubrica, così le fatture successive allo stesso cliente si compilano senza reinserire l'anagrafica.

No: gli strumenti dell'Agenzia predispongono e trasmettono il singolo documento, e la stessa Agenzia li descrive come rivolti a chi emette un numero contenuto di fatture. Il lavoro svolto, i canoni da rinnovare e gli incassi da seguire restano fuori: è il confine oltre il quale serve un gestionale.

Quando la fattura è il riepilogo di un mese di lavoro

La procedura dell'Agenzia è perfetta per pochi documenti. Se ogni fattura nasce da ore, lavori a corpo e canoni su più clienti, OreFattura compone la bozza da cliente e periodo e la invia al Sistema di Interscambio sul canale accreditato, senza ricopiare nulla. Si usa in abbonamento, e si vede in demo sul tuo caso reale.

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