Colloquio tecnico
Gratuito e senza impegno
Ci raccontate che cosa usate oggi, chi lo usa, su quali dati e dove vorreste arrivare. Ricevete un parere su se e dove ha senso intervenire, anche quando la risposta è che non serve.
Consulenza sull'intelligenza artificiale
La consulenza sull'intelligenza artificiale di AraLith, software house in provincia di Roma attiva dal 2007, stabilisce dove l'intelligenza artificiale per aziende ha senso nei vostri processi e dove no, come collegarla ai gestionali e ai dati che usate già e che cosa adeguare per GDPR e AI Act. Non vendiamo licenze né strumenti: il risultato è un impianto che la vostra azienda sa governare.
In sintesi
La consulenza sull'intelligenza artificiale di AraLith serve alle aziende in cui l'IA è già entrata, spesso per iniziativa di singoli dipendenti, o sta per entrare: stabilisce dove usarla, con quali regole, che cosa modificare nei sistemi esistenti e con quali indicatori verificare che funzioni.
La situazione da cui partiamo più spesso, nella nostra esperienza, è questa: l'IA non deve entrare in azienda, è già entrata, con due o tre persone che usano assistenti con account personali, senza regole scritte e senza che la direzione lo abbia deciso. Il primo passo della consulenza è quindi una rilevazione di ciò che sta già avvenendo. Poi si sceglie da dove partire: un processo ripetitivo, con un risultato verificabile da chi lo riceve e in cui un errore non è irreversibile.
Gli abbonamenti aumentano, ma nessuno riesce ad attribuire il costo a un lavoro preciso.
Due persone chiedono la stessa cosa e ottengono due esiti diversi; nelle sessioni lunghe la qualità cala.
Offerte, email e documenti finiscono in servizi esterni attivati senza contratto e senza un elenco di chi usa che cosa.
Un testo generato da un assistente è uscito senza che nessuno lo verificasse, e lo si è scoperto dopo.
Cosa comprende
Collegare l'IA ai sistemi esistenti significa partire da ciò che l'azienda fa e dai gestionali che usa, non dallo strumento da acquistare. Su un sistema già in produzione il punto critico è stabilire che cosa l'IA non deve poter modificare, prima ancora di decidere che cosa deve fare.
Vale per un assistente che prepara le offerte come per gli agenti AI per aziende, cioè assistenti che eseguono azioni sui sistemi invece di limitarsi a rispondere. La consulenza copre quattro aree di lavoro.
Quali processi possono affidare all'IA la preparazione del lavoro e quali devono restarne fuori.
Un ambiente di lavoro in cui il costo si attribuisce al lavoro che lo genera e la stessa richiesta dà lo stesso esito, chiunque la formuli.
Che cosa va modificato nei sistemi esistenti perché rispettino gli obblighi: un comportamento del software, non solo un documento.
Come si misura che funziona: per esempio, chi la usa sa indicare i casi in cui non si fida del risultato.
Usare l'IA senza esporre dati, codice e clienti significa che l'azienda ha una risposta stabile a quattro domande, e che la risposta non dipende da chi usa lo strumento. La domanda da porsi non è se usare l'IA, ma su quali dati, con quale contratto e verso quale paese: aspetti che il GDPR disciplina, fra gli altri, all'articolo 28 sul responsabile del trattamento e al Capo V sui trasferimenti.
Un elenco di chi usa quali strumenti e con quali account, invece di abbonamenti attivati uno per uno.
Regole scritte su quali dati possono raggiungere un servizio esterno e quali restano dentro l'azienda.
Una persona controlla l'esito prima che diventi un documento, un'offerta o codice in produzione.
Che cosa è stato generato, da chi, quando e a fronte di quale richiesta: materiale per rispondere a un cliente o a un'autorità.
Le regole si definiscono all'inizio: richiede un incontro e produce un documento breve. Definirle dopo significa riscrivere i processi e rivedere lavoro già consegnato, e un dato già trasmesso a un servizio esterno non si può richiamare.
Norme
L'AI Act, cioè il Regolamento (UE) 2024/1689, non si rivolge soltanto a chi sviluppa sistemi di IA: si rivolge anche a chi li utilizza, che il regolamento chiama deployer. Si applica insieme al GDPR, non in alternativa: il primo riguarda il sistema di IA, il secondo i dati personali, e rispettare l'uno non assorbe gli obblighi dell'altro.
Per un'azienda che usa l'IA senza svilupparla, i primi obblighi da esaminare sono l'alfabetizzazione del personale (art. 4) e la trasparenza su determinati usi (art. 50). Abbiamo tradotto gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 in regole nel codice di AraLith COS, e pubblichiamo il nostro stato di conformità all'AI Act norma per norma.
È la lettura di chi costruisce software, non consulenza legale: la conformità resta responsabilità del titolare del trattamento, il fornitore contribuisce con la parte tecnica.
Sono le obiezioni che sentiamo più spesso nel primo colloquio, e ognuna ha una risposta nel merito.
No: nella nostra impostazione l'IA entra come collaboratore. Prepara, propone e riordina; la decisione e la responsabilità restano di una persona. Un assistente produce errori plausibili, e se nessuno verifica l'errore si propaga nei processi. Dove le persone vedono lo strumento come una minaccia al proprio ruolo, trovano il modo di aggirarlo.
Il costo dell'uso non governato è già a bilancio, distribuito fra abbonamenti attivati singolarmente e lavoro ripetuto due volte. La domanda si sposta quindi dal prezzo dell'intervento al costo della situazione attuale, che la rilevazione iniziale rende visibile.
È un'obiezione spesso fondata. Descrive però la decisione formale, non la situazione: se gli strumenti sono già in uso, rinviare non sospende nulla e lascia proseguire tutto senza regole. Il primo passo non è un progetto, è capire che cosa sta già avvenendo.
AraLith ha affrontato i problemi che incontra chiunque introduca l'IA (affermazioni non fondate, risultati da verificare, tracciabilità, coerenza fra persone diverse) costruendo sistemi che li gestiscono e che sono in produzione. Li citiamo come prova di competenza, non come prodotti da acquistare insieme alla consulenza.
La consulenza procede in cinque passi, ognuno con quello che ricevete. La durata dipende da quante persone e quanti sistemi sono coinvolti: la stimiamo dopo il primo colloquio, prima che spendiate un euro.
Gratuito e senza impegno
Ci raccontate che cosa usate oggi, chi lo usa, su quali dati e dove vorreste arrivare. Ricevete un parere su se e dove ha senso intervenire, anche quando la risposta è che non serve.
Che cosa sta già avvenendo
Strumenti e account in uso, dati che raggiungono servizi esterni, contratti con i fornitori, posizione dell'azienda rispetto a GDPR e AI Act. Ricevete una fotografia scritta della situazione attuale.
Da quale processo partire, e con quali regole
Dove introdurre l'IA, con quali regole d'uso, che cosa modificare nei sistemi e con quali indicatori verificarla. Ricevete un piano con priorità e ore stimate; la modalità di fatturazione si concorda prima del preventivo.
Il comportamento del software, non solo i documenti
Gli interventi si misurano su che cosa fanno i sistemi dopo, non sulla lunghezza di un documento. Quando il processo richiede un software che ancora non esiste, il lavoro diventa un progetto di sviluppo: è il caso che descriviamo in quando l'IA va dentro un software su misura.
Un impianto che l'azienda governa
Si controllano gli indicatori concordati e si verifica che chi usa lo strumento sappia indicare i casi in cui non si fida del risultato. L'attività si può affidare a persone diverse da chi l'ha impostata.
La consulenza sull'intelligenza artificiale di AraLith rientra nella fascia di consulenza tecnica avanzata della nostra tabella delle tariffe: 130–180 €/ora IVA esclusa, la stessa che vale per architettura enterprise, AI e agenti e due diligence tecnica. Il primo colloquio tecnico è gratuito. Quello che cambia da un'azienda all'altra è quante ore servono: le stimiamo insieme dopo il colloquio, in base a quante persone e quanti sistemi sono coinvolti e alla modalità, in sede o in videoconferenza. Tariffe valide fino al 31 dicembre 2027.
La consulenza sull'intelligenza artificiale di AraLith non comprende la vendita o la rivendita di licenze e di strumenti di terzi: si parte da ciò che l'azienda fa e dai sistemi che usa, e lo strumento si sceglie dopo. Quando nominiamo un prodotto lo facciamo per farci capire, non per proporlo. Non è nemmeno consulenza legale né un corso teorico sull'intelligenza artificiale, e non promette riduzioni di personale: l'IA entra come collaboratore di chi lavora.
No. La consulenza di AraLith su AI Act e GDPR è la lettura di chi costruisce software, non consulenza legale, e non rilascia certificazioni. Consegniamo una rilevazione della posizione dell'azienda sui punti che riguardano i sistemi, dalla base giuridica del trattamento al contratto con il fornitore dello strumento, e l'indicazione di che cosa modificare. La conformità resta responsabilità del titolare del trattamento: il fornitore contribuisce con la parte tecnica.
La consulenza sull'intelligenza artificiale si svolge nella sede dell'azienda o in videoconferenza, anche in forma combinata: per esempio una prima giornata in sede per esaminare i sistemi e il seguito a distanza. La presenza conviene quando ci sono sistemi da esaminare direttamente, più persone da riunire o decisioni da prendere con la direzione; la videoconferenza quando le persone lavorano su sedi diverse o il percorso è fatto di sessioni brevi. La scelta cambia logistica e costo, non il lavoro.
Quando i dipendenti usano già l'IA con account personali, conviene iniziare da una rilevazione: chi usa quali strumenti, con quali account e su quali dati. Non è un rilievo verso i dipendenti, che hanno risolto un problema di lavoro con lo strumento disponibile: manca una decisione della direzione. Dalla rilevazione discendono i primi provvedimenti, cioè interrompere ciò che non può circolare, dare regole a ciò che resta e stabilire per iscritto chi risponde di che cosa.
Raccontaci che cosa usate già e dove vorreste usare l'IA: ti rispondiamo proponendo un colloquio tecnico gratuito, anche quando la risposta è che non serve.
Contenuto realizzato con il supporto dell'intelligenza artificiale.