Lo studio accende il server
Impostazioni del gestionale
Un utente autorizzato attiva il server MCP dalle impostazioni di MedicHub; il gestionale registra il consenso insieme al testo mostrato.
Approfondimento tecnico
Un assistente esterno si collega a un gestionale sanitario attraverso un server MCP: è il gestionale a decidere quali dati espone, a chi e con quali permessi. MedicHub, il gestionale per studi medici sviluppato da AraLith, software house in provincia di Roma attiva dal 2007, non contiene né chiama modelli di intelligenza artificiale: espone 29 strumenti MCP, e l'assistente da collegare lo sceglie lo studio.
I fatti chiave
Il server MCP di MedicHub è il punto in cui il gestionale apre i propri dati a un assistente esterno, con confini decisi dallo studio.
Un server MCP è il componente di un software che espone le sue funzioni secondo il Model Context Protocol, un protocollo aperto con cui un assistente esterno elenca gli strumenti disponibili e li chiama. In un gestionale sanitario serve a lasciare che lo studio usi l'assistente che preferisce senza dargli accesso diretto al database: ogni richiesta passa dagli stessi controlli dell'interfaccia del gestionale.
Autenticazione, permessi, pseudonimizzazione dei pazienti, registro delle chiamate e conferma delle scritture. È MedicHub a decidere quali dati escono e quali modifiche entrano.
Interpreta la richiesta dell'utente e chiama gli strumenti attivi. Modello, fornitore e contratto li sceglie lo studio: MedicHub non li fornisce e non li incorpora.
Il server MCP di MedicHub espone 29 strumenti divisi in 4 gruppi: 21 leggono dati già registrati nel gestionale e 8 scrivono, cioè creano o modificano un elemento. Nessuno strumento elabora diagnosi, terapie o immagini cliniche: gli strumenti dei dati clinici restituiscono ciò che lo studio ha già annotato.
Moduli, modelli di SMS e di email, listino, medici, documentazione del gestionale e link alle schede. Scrivono 3 strumenti: moduli e modelli dei messaggi.
9Appuntamenti, analisi dell'agenda e ricerca degli spazi liberi. Scrivono 2 strumenti: creazione di un appuntamento e proposta di spostamento.
5Ricerca e dettaglio dei pazienti, preventivi, fatture, statistiche, proiezioni ed esportazione dei dati per il GDPR. Scrivono 2 strumenti: nuovo preventivo e nuova voce di preventivo.
9Lettura di diario clinico, cartella, prescrizioni, anamnesi e situazione della bocca registrate dallo studio. Scrive 1 strumento: una nota nel diario.
6Sicurezza dei dati
Il server MCP di MedicHub protegge i dati dei pazienti con sei confini che valgono prima di qualunque funzione: spegnimento predefinito, autorizzazione OAuth 2.1, permessi del gestionale, pseudonimizzazione, conferma delle scritture e limiti a ogni chiamata. I dati sanitari sono categorie particolari di dati personali (GDPR, Reg. UE 2016/679, art. 9): i confini si progettano prima del codice.
Il server e ogni singolo strumento sono disattivati finché lo studio non li attiva, uno per uno, con un consenso registrato nel gestionale.
L'assistente riceve un accesso autorizzato dall'utente del gestionale: non conosce la sua password e la connessione si può revocare.
Ogni strumento applica i permessi dell'utente collegato: l'assistente vede e fa solo ciò che quell'utente vedrebbe e farebbe nell'interfaccia.
Per impostazione predefinita nomi, recapiti e testo libero non escono in chiaro. È pseudonimizzazione (GDPR, art. 4, punto 5): i dati restano personali.
Per impostazione predefinita appuntamenti, note di diario, moduli e modelli restano in attesa nel gestionale; gli spostamenti sempre. I preventivi nascono in bozza.
Intervalli di date fino a 31 giorni, al massimo 200 righe per chiamata, risposte oltre 256 KB troncate e dichiarate come tali.
Un assistente si collega al server MCP di MedicHub in cinque passaggi, e ognuno resta sotto il controllo dello studio: accensione del server, scelta degli strumenti, autorizzazione dell'assistente, lavoro con i pazienti pseudonimizzati e conferma delle scritture nel gestionale.
Impostazioni del gestionale
Un utente autorizzato attiva il server MCP dalle impostazioni di MedicHub; il gestionale registra il consenso insieme al testo mostrato.
Uno per uno
Ogni strumento si attiva singolarmente: uno strumento spento non compare all'assistente, che non può chiamarlo.
OAuth 2.1 con PKCE
L'utente collega l'assistente scelto dallo studio e lo autorizza; la connessione compare nella pagina Connessioni del gestionale e si può revocare.
Pazienti come «paziente N»
Le risposte indicano i pazienti con lo pseudonimo «paziente N» e un link alla scheda nel gestionale; ogni chiamata resta nel registro delle chiamate.
Nel gestionale
Per impostazione predefinita appuntamenti, note di diario, moduli e modelli dei messaggi proposti dall'assistente restano in attesa finché un utente non li conferma o li rifiuta; gli spostamenti sempre. I preventivi nascono in bozza, non finalizzati.
Progettare il server MCP di MedicHub ci ha lasciato tre regole che valgono per qualunque software gestionale su misura che apre i propri dati a un assistente esterno.
In un gestionale sanitario permessi, pseudonimizzazione e conferma delle scritture si progettano prima del primo strumento: aggiungerli dopo vuol dire riscrivere gli strumenti.
MedicHub non elabora diagnosi, terapie o immagini cliniche: restituisce i dati registrati dallo studio. Anche ciò che si scrive di un software ne definisce la destinazione d'uso (Reg. UE 2017/745, art. 2, punto 12).
Con MCP lo studio sceglie e cambia l'assistente senza modificare il gestionale; la valutazione del fornitore dell'assistente resta allo studio, come per ogni trattamento di dati sanitari.
No. MedicHub, il gestionale per studi medici sviluppato da AraLith, non contiene né chiama modelli di intelligenza artificiale. Espone un server MCP: se lo studio vuole usare un assistente, anche basato su un modello di intelligenza artificiale, lo sceglie e lo collega lui, con i permessi e i confini decisi nel gestionale.
Al server MCP di MedicHub si collega un client compatibile con il Model Context Protocol che supporti l'autorizzazione OAuth 2.1 con PKCE. La scelta del client e del fornitore, e la valutazione di come quel fornitore tratta i dati, restano allo studio: MedicHub non fornisce un assistente proprio.
No. La pseudonimizzazione sostituisce i dati che identificano il paziente con uno pseudonimo, come «paziente N», mentre le informazioni per risalire alla persona restano nel gestionale. Per il GDPR i dati pseudonimizzati restano dati personali (Reg. UE 2016/679, art. 4, punto 5, e considerando 26); i dati anonimi no.
Un assistente collegato al server MCP di MedicHub può usare solo gli strumenti di scrittura che lo studio ha attivato, al massimo 8, con i permessi dell'utente. Per impostazione predefinita appuntamenti, note di diario, moduli e modelli dei messaggi restano in attesa finché un utente del gestionale non li conferma; gli spostamenti sempre, e i preventivi nascono in bozza.
No. Gli strumenti dei dati clinici di MedicHub restituiscono ciò che lo studio ha già registrato, cioè diario, cartella, prescrizioni, anamnesi e situazione della bocca, senza elaborazioni cliniche. MedicHub non analizza immagini né radiografie e ogni valutazione clinica resta al professionista. Il quadro normativo è riassunto nella guida all'intelligenza artificiale in odontoiatria.
Sì, l'approccio del server MCP di MedicHub si applica anche a un software su misura: strumenti spenti per impostazione predefinita, permessi del gestionale, pseudonimizzazione e conferma delle scritture. Per valutarlo serve un colloquio tecnico sul software e sui dati da esporre. Gli altri criteri per scegliere un gestionale sanitario sono nella guida al gestionale per dentisti.
Portiamo nello sviluppo di software su misura l'esperienza del server MCP di MedicHub: permessi, pseudonimizzazione e scritture da confermare. Il primo colloquio tecnico è gratuito.
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